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Simple is the human & der Palazzo Vecchio

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Es ist sehr viel arbeit ein ausstellung vorzubereiten , denn man braucht platz und energie, aber auch viel zeit, um die idee richtig auf die leinwand zu interpretieren.


Meine malereien zu “ Simple is the Human “ habe ich in unserer h3288_need_201705022316384931wunderschönen küche angefertigt. erinnerungen an berlin und erinnerungen an moskau , wie an viele reisen in meinem leben,

und der palazzo vecchio in vibonati – war eine ausstellungs moeglichkeit fuer mich !

Unser haus im centro storia von sapri, hatte genug licht um sich diese arbeit zu machen. das fenster hatte genau gegenüber ein haus aus dem jahre 1504…


Von dieser atmosphere inspiriert fing ich an zu malen !


Palazzo Vecchio Vibonati Italy

Viele kunstwerke sind entstanden, kleine, grosse skizzen und zeichnung, in acryl und tempera, wie gouache , auf bettlaken, handtücher, tischdecken wie leinwand oder badetücher

– und keine arbeit über steigte 2 meter, so konnten wir im palazzo alles aufhängen.


Im saal Enzo Mastrangelo die malerei aus marinella “ simple is the human „,

Palazzo Vecchio Vibonati Italy

und der saal Antonio Jannotti blieb mit den mannheimer studien aus den 90 jahren…

enzo hatte ein kunstwerk, eine grosse fotografie aus berlin von 4 meter . die er im centrum der schoenen palazzotreppe darstellte. 


Palazzo Vecchio Vibonati Italy mostra Simple is the Human

Auch der weinkeller von Fabrizio Vecchio musste herhalten, als die malerei die auf teppichen verarbeitet waren hatten wir sie dann gegen diese alten mauern genagelt                          – ohne pardonne !

 

 dank an dich Dario Sollazzo & danke an dich Fabrizio Vecchio !

Palazzo Vecchio Vibonati Italy

2012 Italy


Und zum schluss:

2014 kam das italienische film team aus Napoli in den Palazzo Vecchio di Vibonati. ein film wurde gedreht …

I Frutti del lavore “ von Andrea D‘ Ambrosio mit Enzo Decaro ( Teil des Komikertrios „La Smorfia“ di Napoli ) .

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you tube cantare Enzo Decaro

golfnetwork.it filmteam im palazzo vecchio vibonati


 

RADIO ALFA | NEWS – Cultura 

Vibonati (SA) – Si conclude stasera a Palazzo Vecchio la mostra „Concepible – Simple is the human“ | Nello scenario dell’antico Palazzo Vecchio, nel cuore storico di Vibonati, si chiuderà questa sera la mostra intitolata „Concepible – Simple is the human“. L’artista che espone le sue opere è Natalia E. Woytasik, nipote di un anarchico polacco e figlia di una rifugiata politica perseguitata dai bolscevichi. Il tema è quello di un mondo fatto di pensieri ambivalenti e protesta, concetti canalizzati all’interno delle sue opere anche grazie all’uso di filmati alla stregua di pubblicità televisive, foto crepuscolari e collages. Nell’universo artistico della Woytasik c’è tutta la dignità dell’uomo che nella necessità si ingegna e trasforma oggetti del vivere comune in lavori artistici. La necessità diviene allora pretesto di creatività, si innesca un circolo in cui la povertà del materiale usato (pezze, asciugamani, copri-tavole, quotidiani, cornici grezze) e della condizione umana vengono ribaltati in ciò che non conosce povertà, vale a dire l’Arte .

 

Autore: Vito Sansone

Palazzo Vecchio Vibonati Italy mostra Simple is the Human


“ Concepible – Simple is the human “ was showed by the exibithion 2012 at the Palazzo Vecchio in Vibonati  / Italy

Dall’Unione Sovietica al Cilento passando per la Germania: l’arte di Natalia Woytasik da Kandinsky alle “corner picture”

Di Giuseppe Galato -27 Gennaio 2012 – http://www.giornaledelcilento.it

Natalia Woytasik, classe 1967, nipote di un anarchico polacco e figlia di una rifugiata politica perseguitata dai bolscevichi.

Studia arte al Freie Kunstschule Rhein-Neckar di Mannheim dove inizia a sviluppare la propria concezione di arte.

Natalia realizza i propri lavori ponendo in essi idee basate su un mondo fatto di pensieri ambivalenti e protesta, concetti che vengono canalizzati all’interno delle sue opere anche grazie all’uso di filmati alla stregua di pubblicità televisive, foto crepuscolari e collages.

Dal 2005 abita a Sapri, nel Cilento, dopo aver vissuto per anni in giro per la Germania.

Abbiamo voluto intervistare questa artista dalle tante sfaccettature per capire meglio anche come gli spostamenti geografici possano influenzare l’arte e la comunicazione.

D: Sei di origini tedesche: quando e perché ti trasferisci nel Cilento, a Sapri?
R: Ho vissuto prima a Berlino, a Prenzlauer Berg, poi nella Germania del sud, Mannheim, dove ho studiato arte. Ora vivo a Sapri. È tutto accaduto in un attimo. Nel 2005 ho deciso di trasferirmi a Sapri perché lavorare nel sud Italia, per un artista, è più economico.

D: Come definiresti la tua arte?
R: Libera.

D: Ti piacerebbe parlarci dei tuoi lavori?
R: A Berlino iniziai a fare delle “corner picture” (dipinti fatti agli angoli di abitazioni, ndr), delle dimensioni di una stanza, sulle pareti, a dare un effetto tridimensionale. Era il 1998. Iniziai a pensarci e a idealizzarlo in Russia, a Mosca, in un café. Una di queste opere, chiamata “The Moon”, è nel Palazzo di Vibonati. Questo era un progetto interessante! Questo accadeva a Berlino. Con loro invece ho fatto una mostra a Vienna. Il Cilento è molto romantico e bello, così la mia arte è cambiata!

D: Alcune forme e colori di alcuni tuoi dipinti mi ricordano Kandinsky.
R: Io amo Kandinsky. Sapevi che ha fatto un unico dipinto in nero?! Lo vidi a Stoccarda. Di solito la gente conosce solo i suoi lavori in bianco.

D: Com’è stato crescere in una famiglia con alcuni valori come quelli dell’anarchia nella Germania di quegli anni?
R: Di fronte al quartier generale di Heidelberg? Molto divertente. No, sinceramente, quando ero giovane non ci pensavo al perché andassimo sempre l’inverno a Mosca. Per me era importante perché vedevo mia nonna. Per Natale! Mio nonno morì intorno al 1942, quando era un ufficiale polacco, e mia nonna fu rinchiusa per otto anni nel gulag di Alma-Ata, in Kazakistan. Mia madre fu fortunata! Perché alcuni bambini venivano deportati nei gulag, ma lei riuscì a rimanere a Mosca con alcuni letterati armeni! Poi si spostò dai suoi parenti a Maruples, in Ucraina. Si doveva muovere, perché i bolscevichi erano in agguato, la guerra era vicina. Oltrepassati i Balcani alla volta di Vienna si trasferì nella Germania dell’ovest nel periodo in cui era sotto il controllo degli Stati Uniti. Alla fine è rimasta in Germania come rifugiata politica.

D: Quando e come hai sentito parlare del Cilento per la prima volta?
R: Non sapevo nulla del Cilento prima di venirci, nemmeno di Josè Ortega.

D: Quindi sei venuta ad abitare qui senza sapere dove andassi.
R: No.

D: Scelta coraggiosa.
R: Perché? Penso che la gente dovrebbe iniziare a venire nel Cilento. Qui è come in California. È simile. La gente è amichevole.

D: Forse mancano un po’ le alternative, soprattutto a livello culturale.
R: Vero, ma non puoi portare Venezia nel Cilento, se non ci sono soldi! Puoi portarla se hai l’idea, così diventa semplice trovare persone che investano. Le buone idee vengono sempre ripagate. Ma nel Cilento l’arte deve ancora crescere. Un’altra cosa che amo del Cilento sono i programmi radio, così vicini all’Arabia, e così ho capito la musica napoletana e del sud Italia, che mi ispira sempre.

D: Ascolti anche altri tipi di musica?
R: Per ispirazione sempre. La musica è davvero importante per l’arte. Questi sono alcuni esempi della musica che mi piace: il festival Experimentelle Musik e l’artista Ira Schneider.

D: C’è qualche artista cilentano che preferisci?
R: Andrea Cimmino di Sapri. Sua madre somiglia a Paganini (ride).null

woytasik art

natalia e. woytasik and the green light

– green light – amplifier of the night! to see the possibility the remainder in the dark of catching the color or aura to lead, that was that invention spirit, which cyclopen sense, it was developed for it, but more militaer took over of destroying, the remainder in the dark to destroy, live in the TV meanwhile.

woytasik art

– the color of hope is green! n.e.w. 2006

Depuis 1994, Natalia E. Woytasik réalise toutes ses prises de vues à l’aide d’une camera infrarouge de l’armée, de type Cyclop 1. Elle utilise les infinies possibilités de cet appareil de prises de vues nocturnes pour réaliser des paysages urbains à Moscou, Londres et Berlin, où elle photographie également la vie la nuit. Parmi ses séries, on trouve son travail sur le théâtre Saira Blanche de Moscou ; sur la Tate Gallery et le British Museum de Londres, où on lui ouvre les portes des archives des sculpteurs et de leurs oeuvres, ainsi que les antiquités.

woytasik art

C’est toujours avec le même appareil de prises de vues qu’elle réalise les portraits des écrivains et fondateurs du groupe ‚Kommune I‘, notamment de Ulrich Enzensberger réalisant sa mise en images l’autobiographie de Otto Rosenberg, „La loupe à brûler“ . Entre 1996 et 2001, elle photographie la scène artistique berlinoise. Les artistes underground, comme le poète et écrivain Harry Haas, la chanteuse Marianne Rosenberg, la musicienne et radio DJ Gudrun Gut, le musicien et compositeur Nikki Sudden, le steel celliste et artiste new york ais Bob Rutman et l’artiste canadienne Lisa Brown. Son travail est exposé pendant 10 mois à la galerie T ransition à Kreuzberg.Nom de l’exposition: „Aquarium“ solo exibithion  – Galerie Transition, Berlin 2001
text france / Marianne Dumas Paris 2012

woytasik

natalia e. woytasik è nata ad heidelberg/germania nel 1967. ha tenuto numerose mostre, sia personali che collettive, a brema, heidelberg, mannheim, berlino, mosca. natalia e. woytasik ha cominciato la sua attività artistica ad heidelberg nel 1986. si è poi trasferita a mannheim dove ha studiato, dal 1991 al 1995, nel freie kunstacademia rhein-neckar mannheim germania, conseguendo il diploma. A berlino, dal 1996 al 2004, ha proseguito l’attività pittorica, anche in collaborazione con altri artist, sperimentando la pittura ad olio su materiali quali il silicone, e varie tecniche: acquarelo, gouache, tempera, collage. si occupa anche di fotografia, per esempio usando una tecnica di collage con pellicole cinematografiche.

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natalia e. woytasik utilizza, tra l‘ altro, una tecnica fotografica che, mediante l’uso di obiettivi (strumento per la visione notturna), per cogliere “ l’aura “ degli oggetti fotografati.col trasferimento di questo particolare procedimento alla pittura, le fotografie cosi ottenute diventano quasi degli schizzi preparatori per le pitture  finali. trasferitasi a sapri nel 2004, sta producendo nuovi lavori che si inspirano anche alle atmosfere del cilento.

text italia / Prof. Raffaele Grisolia Sapri 2006 Italy

 


 

Austellung GO TO NO!-ON SHOW Galerie New York/Berliner Kunstprojekt

NO!-ON show der NO!art / Bewegung in Berlin

GO TO NO!-ON SHOW

NO!art ist die strategische Kreuzung, 
auf der sich künstlerische Produktion 
und gesellschaftliche Aktion begegnen. 
Nicht durch Nachgeben, Distanz, Kalt-Bleiben, 
Passivität oder Langeweile entsteht Kunst, 
was immer uns die Zyniker erzählen, sondern 
die geheimnisvolle Zutat ist etwas, was man 
schwer erlernen kann, nämlich Mut.
zitat Boris Lurie

Am 7. November 2003 wird in den Räumen der 
Galerie BERLINER KUNSTPROJEKT 
die erste NO!-ON show der NO!art-Bewegung 
in Berlin eröffnet. 
Folgende Künstler nahmen daran teil: 
Boris Lurie (New York),
Clayton Patterson (New York),
Seth Tobocman (New York),
Aldo Tambellini (Cambridge),
Amikam Goldman (Tel Aviv),
Jean-Jacques Lebel (Paris),
Frank-Kirk Ehm-Marks (Berlin),
Blalla W. Hallmann (Windsbach),
Hansk (Berlin), Harry Hass (Berlin),
Dietmar Kirves (Berlin),
Enzo Mastrangelo (Berlin),
Stu Mead (Berlin),
Peter Meseck (Berlin),
Bruno S. (Berlin),
Naomi T. Salmon (Weimar),
Reinhard Scheibner (Berlin),
Lars Schubert (Berlin),
Klaus Theuerkauf (Berlin),
Friedrich Wall (Freienbrink),
Mathilda Wolf (Berlin),
Natalia E. Woytasik (Berlin),
Miron Zownir (Berlin)

7

N.E.Woytasik, Bruno S, Juergen Karl Klauss, Harry Haas

NO!-ONSHOW 

Kurator: Abraham Lubelski, the publisher of New York Arts Magazine, and owner of The Broadway Gallery in NYC / United States of America and Kurator: Dietmar Kirves, Berlin Galerie Berliner Kunstprojekt Gneisenaustr. 33 , 10961 Berlin – the exibithion was n 8. November to 1. Dezember 2003
fotos made in berlin by N.E.Woytasik and enzo emm
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Amante or Homage to Utamaro Kitagawa

text in german für freund ! Warum habe ich das gemacht ?

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Es war einfach nur ein kopfkissenbuch, eine kleine aufmerksamkeit der familie. einfach nur ein geschenk, und zwar zur hochzeit von liebenden für liebende,


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die sich einigten ein leben lang durch eine zeremonie zusammen zu leben…


amante/lovers !


Über jahrhunderte, gezeichnetes, gemaltes und bestimmt auch oft kopiertes…

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auf kopfkissen, gestickt durch die mutterhand. – dass in japan, wo die erotic zur kultur und zum leben ihren schweigenden beitrag gegeben hatte, und sich dann doch einfach alles zum schlechten oder guten, wie auch immer wandeln musste.


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Dank eines freundes peter gruchot in berlin, bekam ich dieses kleine buch in die hand von ihm, ein geschenk meinte er. ich konnte es nicht fassen, meine mutter kam mir in den sinn 🙂 wohin damit ?


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Ulla 15 schwanger, zeitung – eingepackte sache als cover

Wir kinder vom bahnof zoo / leseverbot


Mir kam aber dann sofort in den sinn, dass ich seit jahren eben keine jungfrau mehr war, und umarmte peter mit 1000 dank! und das bis heute noch !


Doch es gab mir zu denken:

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Mir viel ein das ulrich enzensberger in berlin mich auf ein erotisches buch aufmerksam machte, mit französischer erotischer karikatur- was ich aber nicht besonders interessant fand, da soldaten aus der zeit napoleo immer wieder auf tauchten, und da viel mir ein das ich bereits mit “ erotischer literatur “ schon in kinderjahren konfrontiert wurde, in italien auf einem campingplatz, dort fand ich in den toiletten hinterm klo ein heft, es hatte mit weiblichen vampire und großen schiffen zu tun, alles ging nur um sex, jede geschichte spielte sich mit der puren comics lust ab, ich fand das interessant und rannte jedesmal zu dieser toilette zurück, um mir diese bilder anzuschauen.

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Nur Kitagawa Utamaro und seine interpretation von lust und lieb hatte mich davon überzeugt, diese bilder per computer zu digitalisieren und neu zu gestalten, den seine liebenden gehen in solch einer erotischen lust auf, sie habe ein wirkliches verlangen, das es einen faziniert.


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die computer verpixelung fehlte mir

die moderne der stadt tokio fehlte mir

die faszination der nacht in japan


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Die ich mir ja eh nur durch das fernsehn oder per computer vorstellen kann, daß versuchte ich zu interpretieren, neu zu gestalten und neu zu erotisieren…

sempre amore – ich hoffe es kommt an !

natalia e. woytasik